RECENSIONI

Alcune recensioni degli spettacoli "Comici su Palco" tratte da quotidiani e riviste di teatro e non:
giornali

 

Addii d'amore
“…Tante le risate con lo spettacolo cabaret di Carlo Ferrari e Franca Tragni, protagonisti in scena ad interpretare, con precisi tempi d’azione, alcune buffe, ironiche situazioni tratte dal piccolo libro degli addii di Luca Ragagnin.
… Divertimento condiviso per le battute, ma ancor più per l’eccellente costruzione teatrale degli autori/attori, sguardi, gesti, ritmi messi a punto con cura, tutto molto agile e veloce.

… Qui non c’è naturalmente indagine psicologica, ricerca di motivazioni, ma frammenti di vita esagerati, esasperati, una conflittualità che può arrivare… al coltello”
Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma

 

Storia di Tecla
“Uno spettacolo compiuto, di grande maturità, costruito con cura, dalle molte sfumature comiche e malinconiche, un personaggio buffo, ridicolo, che ispira tenerezza ma potrebbe anche irritare, commovente nella sua spaesata solitudine: bravissima Franca Tragni in Storia di Tecla…”
Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma

 

“La Tragni riesce meravigliosamente a conservare le giuste pause, lo sguardo fisso, ma anche avvilito o lieto, ferito o combattivo…Piccoli particolari, una battuta che riaffiora- e ancora si ride, accettando quest’altalena di sentimenti, di emozioni, uno spettacolo di grande valore. Bravissima Franca Tragni e la sua tenera Tecla…”
Sipario

 

Attacchi di Passione
“Tantissimo pubblico, una calda, vivace partecipazione, lunghi applausi al Teatro Europa per Franca Tragni che si espone in scena raccontando di disagi, sofferenze, paure, sapendo anche far ridere, lo sguardo aperto e ferito, ma anche vigile e combat-tivo, una continua altalena di stati d'animo, di sentimenti. Perché quello smarri-mento assoluto, la voglia di nascondersi, le ansie che moltiplicano il desiderio di fuga, di rifugio, è. sempre pronto a tornare: questa almeno la condizione di chi soffre di at-tacchi di panico, una continua insicurezza per la possibilità di stare ancora male all'improvviso, trovandosi senza difese. Attacchi di passione di/con Franca Tragni è in replica al Teatro Europa ancora stasera e domani, mentre oggi alle 17 è in pro-gramma l'incontro Panico e Passione in collaborazione con Lidap Onlus. Inter-verranno psichiatri come Maria Zirilli, Pietro Adorni, Stefano Mazzacurati nonché l'attrice Franca Tragni, in un dibattito aperto dove si parlerà del disturbo da attacchi di panico.
Lo spettacolo, realizzazione e montaggio video di Emanuele De Fazio, colla-
borazione alla drammaturgia di Carlo Ferrari e Stefano Mazzacurati (psichiatra e psicoterapeuta), regia di Carlo Ferrari, luci di Erika Borella – prende avvio con un filmato sull'atomica a Hiroshima, funghi di fumo di morte moltiplicati, paesaggi desolati... Come rendere lo stato di scombussolato annichilimento, di totale perdita di sé, di sbigottita sofferenza, così improvviso, perentorio, tirannico da lasciare senza fiato? Ecco: un'esplosione. Un turbamento definitivo con cui poi fare i conti ancora e ancora..
La Tragni va a cercare la definizione, legge: crisi di ansia, esperienza intensissima e traumatizzante di paura ... ». Non c'è reale pericolo ma la condizione emotiva è proprio quella del rischio estremo, ango-scia di morte. Chiusa in casa. Poi: i medici, paternalistici, moralisti... inutili!
Molto brava Franca Tragni a creare con lo sguardo sospeso, le incertezze di rifles-sione, le domande retoriche, situazioni buffe, di cui si ride subito, ma senza che si di-mentichi il disagio, il profondo malessere.
Passione/ panico: nel tito-lo, così come nelle parole del-la madre, confusi i termini, sofferenza fisica, sentimento capace d'invadere l'intera persona. Qualcosa comun-que di diverso dall'«esaurimento nervoso»! Condivisione, bisogno di vicinanza, comprensione, cercando intanto di ritualizzare la paura, di calcolare il rischio di trovarsi nel panico in determinate situazioni, compiendo gesti, scelte di protezione. Oltre due milioni e mezzo le persone che in Italia soffrono di Dap, Disturbi di Attacchi di Panico, specie donne. La Tragni domanda agli spettatori: chi conosce quest'esperieuza? Sorride. Sa bene che ce ne sono altri che non si mostrano oltre quelli che hanno alzato la mano ... La consapevolezza della propria condizione dopo tanti anni: non serve a guarire, ma può aiutare: “so che ci saranno ancora giorni dove camminerò sull’orlo di tutti i precipizi”. Un fiume di applausi.”
Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma

 

La Cena
“I tre sperduti, sradicati, teneri ma caparbi, innocenti nella loro ingenuità, protagonisti de La Gita e di Rigoletti, i personaggi Tecla Sozzi, Cesare Ferraiuoli e Romano Paganuzzi, sono ritornati insieme sulla scena a completare questa sorta di trilogia comica per la Cena (l'ultima): in uno spazio chiaro con diversi pannelli dove ogni elemento è moltiplicato per tredici, i bravi attori Franca Tragni, Carlo Ferrari e Bernardino Bonzani, come sempre in questo ciclo teatrale, buffo gioco di ruoli fissi, fatto di brevi battute dove si svelano manie, tic, idee fisse, aspettano.
... Particolarmente bello, tra chiare verità, cattiverie, ironie, intime ferite, il passaggio sull'amore, tante sfumature intelligenti, potendo sempre ridere con leggerezza...”
Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma

 

Rigoletti
“Le comparse scomparse! Come? C’è da avere paura? Molte le situazioni divertenti – con un’eccellente risposta del pubblico, tante risate… ognuno di loro è un po’ Rigoletto…
Sullo sfondo la musica e il canto - Questa o quella per me pari sono…- Tecla, Cesare e Romano, commentano, litigano, si interrogano sulla natura del teatro…Il duca di Mantova, la maledizione di Monterone, la figlia Gilda che non conosce il mestiere del padre. Una scena tutta da ridere, con equivoci e scambi di persona tra Gilda e Tecla
L’opera intanto continua il suo svolgimento – Si vedetta, tremenda vendetta – la donna è mobile…- Il racconto trova una sua urgenza…. la fine si avvicina velocemente… una conclusione che non si svela, per lascaire la sorpresa sulla sorte di quelle tre buffe, patetiche, ridicole comparse…salutate al termine ta tanti, meritati applausi.”
Valeria Ottolenghi - Gazzetta di Parma

 

“ Chi ama Verdi non può non amare Rigoletti; e chi ama Rigoletto non può perdersi Rigoletti…
Tre persone semplici cercano una sorta di riscatto sociale facendosi assumere come comparse per la rappresentazione di Rigoletto. Aspettano il loro ingresso in scena, si immedesimano a tal punto da rifiutare il finale. Questa immedesimazione capita ai bambini e alle persone sensibili quando leggoni i libretti…
Questo sembra anche essere il codice generativo dello spettacolo ideato scritto e interpretato da Bernardino Bonzani, Carlo Ferrari e Franca Tragni, che mettono in scena tre adulti che si comportano come bambini. La schizofrenia dei personaggi produce esilaranti effetti comici e permette di apprezzare la straordinaria bravura degli attori, abilissimi nel presentare nei gesti e nella voce quel repertorio di atteggiamenti tipici appunto dei bambini o di adulti affetti da disturbi del comportamento… Ai tre attori va dunque riconosciuto anche il merito come autori di aver saputo penetrare lo spirito e il linguaggio del melodramma.”
Fra Riccardo Ceriani - (Polis 7 dicembre 2001)

 

La Luna
Sentimenti, ispirazioni di cui è pervaso il bellissimo “La luna”, scritto, diretto e interpretato da Carlo Ferrari e Franca Tragni. Un ode al crepuscolo, un canto alla luna, attingendo ad un vasto carnet di citazioni, un omaggio al sentire felliniano che diviene esplicito nel frammento del film “La Strada” con i due protagonisti nei panni di Gelsomina e Zampanò… Lo spettacolo è esilarante con Franca Tragni che regala un’appassionata Liliana, un po’ tabaccaia e un po’ Gelsomina con lo sguardo stranito di Giulietta Masina, volgendo in versione caricaturale un’innato senso comico. Sarebbe piaciuta a Fellini….Gianfranco Schiavo e Liliana Ferrari, imprenditore teatrale lui, cantante e ballerina lei…Gianfranco e Liliana si amano e si odiano, lei è tenera struggente, lui regge il gioco, fa il duro, prima di sciogliersi nella propria fragilità…
Claudia Olimpia Rossi - Gazzetta di Parma

 

La Gita
E’ il tempo sospeso dell’attesa a tradursi in spettacolo, ore che sono stanchezza, impazienza, irascibilità, fame,gioco, sfida…il tutto sintetizzato in forma comico grottesca, un evento che fa nascere spesso un susseguirsi di risate tra il pubblico, specie per i tic, i tormentoni, le manie proprie dei tre personaggi in scena, così fortemente caratterizzati da suscitare immediata allegria, fresco divertimento…

… Aspettare per un intero giorno. E oltre. Perché alla fine travolti in un incidente ancora si troveranno ad aspettare, perché tutto si ripete, senza distinzione tra mondo reale e al di là. Un nuovo incidente: ed eccoli ancora lì sulla panchina… Riusciranno mai a partire? E’ dentro a tale circolarità che questi tre tipi buffi, goffi, in qualche modo anche tristi, malinconici, svelano i loro desideri. Intanto andare in gita! Al mare, a Igea Marina, presso Rimini….E mentre si tengono così compagnia aspettando, ecco sognare il mare, le onde, immaginando di costruire castelli di sabbia…Si è riso ancora volentieri per questo spettacolo lieve ed intelligente…
Gli interpreti applauditi al termine con molto calore e simpatia.
Gazzetta di Parma 28/12/1999 e 10/12/2001 - Valeria Ottolenghi